chiarapedala

il mondo visto da una bicicletta. in continuo movimento armonico, anche come metafora, come filosofia di vita. e canto e pedalo e vivo la città con una colonna sonora ogni giorno diversa. e la città ha ogni giorno una faccia diversa... io pedalo, e comu veni si cunta...

lunedì 3 marzo 2008

arriva come il polline in primavera

si sa che prima o poi arriverà e ti devasterà per giorni, settimane, e soffrirai.

lo sapevo, ma facevo finta di niente.

non ci pensavo.

e poi è arrivata.

è arrivata la notizia temuta.

come il polline, anche se mi distrugge, annuncia la primavera e poi l'estate, la luce, i fiori, il sole... la notizia, confermata è arrivata e mi ha un po' distrutto.

ma questa notizia anche se mi distrugge, so che porterà una primavera, un'estate, ma non a me.

il solo pensiero, la lontana idea, mi butta in una tristezza indefinibile.

mi fa pensare che si chiude un altro capitolo, si volta un'altra pagina.

i ricordi del passato trascorso insieme, nello stesso posto, sempre, ininterrottamente da 15 anni. le esperienze vissute insieme, da ragazzette adolescenti ieri, da donne (cazzo!) oggi.

il lungo viaggio in treno verso selene, il campeggio a favignana, i lunghi viaggi in motorino, sul sì.

le mattine di sciopero e manifestazioni, passate al giardino inglese o in centro per negozi.

il momento del diploma, il lavoro, i lavori, l'università.

gli uomini. le cose giuste, le cose sbagliate. e noi, sempre, sempre, l'una al fianco dell'altra, nel bene e nel male.

è stata la mia coscienza, anche se non l'ho ascoltata.

ho fatto i miei sbagli e lei non mi ha giudicata: ha aspettato che io capissi, in silenzio. e poi mi ha sostenuta. è stata la spalla su cui ho pianto tanto. ed io lo sono stata per lei.

mi ha fatto guardare allo specchio, proprio nel momento in cui io non mi vedevo più.

è l'unica persona che sa tutto di me. tutto. da sempre.


rivivo il momento in cui, quel 21 giugno del 1994, selene prese un volo per milano. in quell'esatto momento, per la prima volta sul serio, qualcosa si spezzò irrimediabilmente: la nostra quotidianità. tutto il resto è rimasto, si è rafforzato, è cresciuto, ma a distanza. il che equivale ad una ferita cicatrizzata, ma con la cicatrice in evidenza. non brucia più come prima, ma il solo vedere la cicatrice, ti brucia dentro.


ed ora siamo grandi, facciamo le nostre scelte, e tra le sue,  c'è quella di lasciare palermo. l'amore è una di quelle cose per cui credo valga la pena di dare tutto. e in questo suo tutto c'è anche lasciare la propria terra.


nulla cambierà nei nostri cuori, stellina. spero sarai iperfelice, altrimenti vengo lì e ti riporto a casa!

io e pelina ti aspettiamo qui :')

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