chiarapedala

il mondo visto da una bicicletta. in continuo movimento armonico, anche come metafora, come filosofia di vita. e canto e pedalo e vivo la città con una colonna sonora ogni giorno diversa. e la città ha ogni giorno una faccia diversa... io pedalo, e comu veni si cunta...

mercoledì 16 marzo 2011

non vedo. non sento.

il mondo è in guerra, intere famiglie muoiono di fame, si muore per banali infezioni, migliaia di persone in fuga, verso una speranza di vita, senza acqua, senza cibo, senza un futuro.
e noi, che possiamo fare tanto con molto poco, spesso non vogliamo sapere.
non vogliamo vedere che c'è gente che soffre. che muore.
e non vogliamo fare niente. non vogliamo sapere che al costo di un caffè possiamo portare un antibiotico. una coperta. chili di farina o di riso. tende. protezione.
SPERANZA.
la gente non vuole ascoltare o vedere.
la gente non vuole neanche immaginare.

e poi ci sono gli "angeli".
quelli che dedicano una briciola del loro panino agli altri.
quelli che mantengono un impegno. anche piccolo. anche piccolissimo.
quelli che promettono. quelli che donano.
quelli che, anche se non potrebbero, lo fanno ugualmente. quelli senza futuro che danno un futuro agli altri. i precari, i disoccupati di oggi, che pensano a chi sta peggio e li sentono vicini, e donano. sanno cosa vuol dire non avere certezze, e si impegnano per darne gli altri.

persone che non hanno più niente, sono salvate da chi ha molto poco e dona molto.
e spesso chi ha tanto preferisce restare sordo e cieco.

uomini che pedalano per altri uomini.
e uomini che vanno in suv da soli.

pedaliamo tutti verso un futuro per tutti.
nascere nel posto sbagliato e nel momento sbagliato non è colpa di nessuno.
pedalare per gli altri è un merito di molti. con e senza ali.

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