chiarapedala

il mondo visto da una bicicletta. in continuo movimento armonico, anche come metafora, come filosofia di vita. e canto e pedalo e vivo la città con una colonna sonora ogni giorno diversa. e la città ha ogni giorno una faccia diversa... io pedalo, e comu veni si cunta...

mercoledì 5 gennaio 2011

2011. ready? start!

gennaio duemilaundici.

inizia un nuovo anno e forse, e dico forse, ho un attimo di tempo per me, per fare il punto della situazione, fare un bilancio e capire cosa succede, cosa è successo, cosa vorrei che non si ripetesse e cosa sto ancora aspettando.

la valanga di cose da scrivere, da dire, mi ha sommerso durante il viaggio di rientro sotto forma di pensieri che adesso sembrano vagare disordinati.

provo a metterli in ordine o quantomeno a fermarli in questi byte.
il 2010 non è stato un anno cattivo. questo giudizio è solo dato dal mio pessimismo perché sono certa che tutto potrebbe essere sempre peggio anche se non lo sarà.
e del 2010 ci sono un po' di cose che ho buttato nel cesso e ho tirato lo sciacquone e altre cose che invece voglio tenere per sempre nella scatola delle cose preziose.

- butto nel cesso le patatine surgelate fritte nell'ogghio fituso che ti fanno sentire unta anche dopo giorni. e non ne conservo neanche un po' perché l'ogghio, specialmente se fituso, macchia irrimediabilmente! :) e quindi tiro lo sciacquone.
(lo so lo so che andrebbero smaltite nell'umido della raccolta differenziata, ma è solo una metafora, cribbio!) :)

- butto nel cesso l'amaro sapore che si assaggia constatando che non c'è rispetto per il lavoro e per la dignità altrui; ma ne conservo un pezzetto come promemoria e ricordarne il saporaccio e non ricadere negli stessi errori dettati dall'altruismo e dalla fiducia nelle persone che ti promettono una vita migliore, una grande crescita professionale e intanto scroccano risorse con il sorriso sulle labbra.

- butto nel cesso le liti inutili dovute alle tensioni, all'insoddisfazione, alle esagerate aspettative, all'eccessivo entusiasmo e fiducia negli altri, alla buona fede; ma ne conservo un pezzetto per ricordare che le liti inutili, in quanto tali non portano a niente, quindi è meglio tagliare corto e voltare pagina.

- butto nel cesso l'egoismo di chi ha e non si accontenta mai e non si accorge nemmeno di chi non ha eppure è felice perché c'è anche se non ha.
tiro lo sciacquone!

- butto nel cesso le parole di chi mi ha detto subito "faremo grandi cose assieme" perché ha perso tanto tempo a DIRE anziché FARE e nel frattempo le grandi cose sono scivolate via forse proprio perché non c'erano. e tiro lo sciacquone! :)

- butto nel cesso tutte le tasse pagate (tutte!) perché non avrò mai una pensione, una città civile, dei diritti, chi mi tutela. ma conservo le ricevute perché vivo in italia e sono obbligata. e poi nella vita non si sa mai. sciacquone!

- butto nel cesso le giornate passate nelle stanze vuote e fredde ad alimentare illusioni e promesse di chi davvero non merita neanche di essere considerato. ne conservo un pezzetto per ricordare a me che non devo più trattarmi in questo modo.

- butto nel cesso le giornate senza bicicletta: pedalare è uno stimolo, un bisogno, un beneficio a cui non devo rinunciare per nessun motivo.



- conservo gelosamente, il mio primo giro con margherita, la prima volta che ho assaporato con il vento in faccia quel retrogusto di libertà e il primo sciddicuni!

- tengo per me le coccole inaspettate, le dimostrazioni d'affetto e di stima alle quali non pensavo minimamente.

- impacchetto e conservo la mia prima milonga da uomo insieme alla mia prima milonga da uomo con una sconosciuta e i complimenti delle donne che non vogliono ballare da uomo perché non è femminile e preferiscono passare intere serate assittate. ognuno... (anzi ognunA...) : )

- tengo per me l'autismo e la tenacia di dizzie, che un milione di volte a sera metto giù e un milione di volte più una risale sulle mie gambe per ciucciarmi la felpa. l'amore è reciproco ma almeno io non la riempio di peli! :)

- conservo gelosamente l'84esimo compleanno del mio nonnino, che con il suo sorriso di finto avorio ogni volta che mi vedeva mi chiedeva "ma tu cu si?" e lo conservo gelosamente perché il 2010 si è portato via quel sorriso, e un pezzo della mia infanzia e della mia vita e del mio cuore. ma sappiamo tutti che le cose vanno così e che prima o poi doveva succedere.

- conservo nel quaderno segreto la ricetta del liquore al cioccolato: pozione magica che nelle sere più fredde, riesce a scaldare anche i pensieri più gelidi.

- conservo le scarpe da tango con il tacco di 9 cm. ma le conservo nel senso che le metto da parte, perché una vera uomA deve essere pronta a tutto e con i tacchi non puoi sempre fare TUTTO! (non io almeno!)

- mantengo con estremo orgoglio lo stile d'abbigliamento "slot machine"... perché quando una persona ha stile di suo, non importa abbinare ciò che si indossa! : )

- trattengo, ma più che trattenere non riesco a liberarmi di un pensiero, a capacitarmi che certi fatti, certe scene non appartengono soltanto ai telefilm americani, ma dolorosamente, catastroficamente possono anche riguardare le nostre vite direttamente. e che non ci possiamo proprio fare nulla. ma proprio nulla. e che di fronte alla cattiveria, alla follia, alla merda che c'è nella testa della gente, a volte siamo davvero impotenti. che non possiamo proteggere i nostri cari da alcuni mali, che non esistono preghiere, medici, poliziotti che li possano proteggere. che non c'è davvero nulla da fare...
e questo, purtroppo, me lo devo "carriare" addosso... non riesco a buttarlo nel cesso anche se vorrei. è come se mi avessero tatuata a tradimento... ogni tanto guardo sto tatuaggio e mi fa proprio cagare... e ci sto male, ma non c'è sapone, crema, detergente che lo possa cancellare. l'unica cosa che posso fare è non guardarlo. ma ogni giorno me lo porto addosso. appiccicato, anzi, sottopelle!


e tra le cose che non butto nel cesso e che non conservo ma che sto creando adesso, per questo 2011 ci sono delle buone speranze.
speranze, propositi nuovi, però basati su fatti concreti. modellati da una coscienza nuova, dalle zampe di gallina di cui si è accorto anche mio padre. da colloqui di lavoro andati benone senza neanche bisogno di leggere il curriculum. dalla fiducia nelle cose che naturalmente faccio io e non in virtù di ciò che un giorno sarò.
io sono.
ora.
e con quello che sono e con quello che ho ORA, faccio ORA.
io ORA ci sono e pedalo, per il resto comu veni si cunta : )

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